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Laconi
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mwfgLaconi (mwfwLàconi in mwgasardocite-ref-3[3]) è un mwhqcomune italiano di mwhg1 582 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiwprovincia di Oristano in mwjaSardegna.

Contents

Storia
Simboli
Turismo
Musei
Note

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Geografia fisica

Laconi sorge su un costone dell'mwkaaltipiano del mwkqSarcidano, la sua altitudine varia dai circa 500 ai mwkg635 m s.l.m. della mwkwstazione ferroviaria. Il suo vasto territorio che si estende per quasi mwla125 km² è tra i più vari e ricchi dal punto di vista naturalistico e geologico della mwlqSardegna.

Il comune comprende tre frazioni: "Crastu", posta nella parte pianeggiante del territorio, "S. Sofia" e "Su Lau", che si trovano sull'altipiano del Sarcidano. Il mwlwterritorio di Laconi conserva ancora vaste porzioni di mwmabosco e possiede decine di sorgenti.

Storia

Le tracce più antiche della presenza dell'uomo nel territorio di Laconi appartengono al mwoqNeolitico Antico (6000-4500 a.C.). I ritrovamenti effettuati nelle numerose spelonche evidenziano lo stanziamento di gruppi di cacciatori: ne sono una prova i reperti rinvenuti nella "Grotta Leòri" e a "Sa Spilunca Manna".

Tra la fine del neolitico e l'inizio dell'mwowEtà dei metalli (3700-2400 a.C.), quando prende piede l'mwpaagricoltura e l'mwpqallevamento, prendono vita le prime forme di insediamento permanente attraverso villaggi di capanne testimoniati dai resti presenti a mwpgSarcidanu, mwpwMonte Feurrèddu, e a mwqaCirquìttus. Le testimonianze del periodo successivo (2500-1800 a.C.) sono affidate ai numerosi mwqqmenhir presenti nelle campagne di Laconi.

La mwqwCiviltà nuragica, così come in tutta la mwraSardegna, ha lasciato i segni più evidenti della presenza dell'uomo. Il numero di mwrqnuraghi presenti evidenzia l'importanza del territorio nell'antichità. Oltre ad un cospicuo numero di nuraghi, sono presenti le mwrgdomus de janas di mwrwIs Mureddas, mwsaCirquittus, mwsqPranu 'e Arranas e di mwsgPranu Corongiu. L'importanza strategica del luogo oltre ad essere evidenziata dai numerosi nuraghi è confermata dai resti di una fortificazione mwswCartaginese del mwtaV secolo a.C. A partire dall'anno mwtq238 a.C. è possibile trovare i segni della presenza dei mwtgRomani.

Anche l'etimologia del nome Laconi, seppur non certa ma probabile, sottolinea l'importanza del luogo: risalirebbe infatti al sardo preromano mwualacana,cite-ref-4[4] ovvero “confine o limite”.

Dall'età giudicale a quella moderna

Laconi viene citata per la prima volta su documenti scritti in epoca mwvwbizantina (mwwaXI e mwwqXII secolo), quando la Sardegna è divisa in mwwgGiudicati. Proprio da Laconi proveniva la potente famiglia dei Lacon, che ritroviamo in numerose casate giudicali (mwwwLacon-Gunale, Lacon-Serra, Lacon-Zori, mwxaLacon-Massa). Il 24 gennaio mwxq1388 giungono a Laconi i rappresentanti per la firma della pace tra mwxgArborensi e mwxwAragonesi.

Nel mwyq1421 mwygAlfonso V d'Aragona affida Laconi, mwywGenoni e mwzaNuragus a Giovanni De Sena. Dal mwzg1479 il governo passa ad mwzwEnrico Enriquez, permettendo la nascita del marchesato dei mwaaCastelvì.

Nella notte fra il 20 e 21 giugno del mwbg1668 Agostino di Castelvì viene assassinato, e successivamente Francesca Zatrillas di Siete Fuentes, rimasta vedova, si risposa con Silvestro Aymerich. Nel 1733 dopo alterne vicende (fronda sarda - omicidio del viceré Camarassa), divenne marchese di Làconi Giuseppe mwcgAymerich figlio di Caterina Castelvì, moglie di Gabriele Aymerich.

Nel mwda1870 a Laconi viene costruita la strada statale permettendo lo sviluppo economico della zona.

Provincia di Oristano

Il 1º aprile 1889 con l'apertura all'esercizio della tratta ferroviaria a mwfascartamento ridotto mwfqIsili - mwfgMeana Sardo facente parte della linea mwfwIsili-Sorgono delle mwgaStrade Ferrate Secondarie della Sardegna, Laconi è raggiunta dalla mwgqferrovia, dal mwgg2010 gestita dall'mwgwARST e attiva, dal mwha1997, solo per il servizio turistico mwhqTrenino Verde.

Nel 1927 Laconi passa dalla mwhwprovincia di Cagliari alla neonata mwiaProvincia di Nuoro. Con delibera comunale nell'agosto del 1999, anche a seguito di un mwiqreferendum nel quale i sì furono il 94%, si chiese il passaggio alla mwigprovincia di Oristano. Conseguentemente, ai sensi della Legge Regionale n. 10 del 13 ottobre 2003, che ha ridefinito le circoscrizioni delle mwiwnuove province sarde, il comune è passato alla Provincia di Oristano.

Simboli

«D'azzurro, alla torre di rosso, mattonata di nero, finestrata e chiusa dello stesso, merlata alla ghibellina di tre, posta a

destra

, fondata sulla pianura di verde, accompagnata dal leone d'oro, allumato e linguato di rosso, posto a

sinistra

all'altezza del cantone e del fianco sinistri, afferrante con entrambe le zampe anteriori il pane al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Casa natale di Sant'Ignazio da Laconi
• Chiesa di Sant'Ambrogio e Sant'Ignazio da Laconi
• Chiesa di Sant'Antonio Abate
• Chiesa di San Daniele
• Chiesa di San Giovanni

Architetture civili

• Palazzo Aymerich

Architetture militari

• Castello Aymerich

Luoghi di interesse naturalistico

• Giardino Aymerich
• Parco Aymerich

Economia

Turismo

Laconi si fregia della mwrgBandiera Arancione, certificazione di qualità turistica e ambientale del mwrwTouring Club Italiano.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-7[7]

Lingue e dialetti

La variante del mwwqsardo parlata a Laconi è il mwwgbarbaricino centrale.

Cultura

Musei

• mwxwMuseo della statuaria preistorica in Sardegna, ospitato presso il Palazzo Aymerich
• Museo d'arte sacra e dei Missionari: tra le varie opere esposte vi è una scultura lignea raffigurante mwyqGesù Bambino in trono dormiente, di iconografia unica in Sardegna, ma molto diffusa in Spagna. Infatti l'opera è considerata di produzione spagnola e risalente alla fine del XVI secolo.cite-ref-8[8]

Feste e tradizioni

• La festa più sentita dai laconesi è senza dubbio quella che si celebra per Sant'Antoni 'e su fogu ossia mw0qSant'Antonio abate, in onore del quale ogni anno vengono accesi in vari rioni del paese dei grandi falò, detti "fogones", il maggiore dei quali viene eretto nel sagrato della chiesa a lui dedicata che si trova nella parte alta del centro abitato. Mentre il fuoco arde si fa festa, si mangiano salsicce arrosto, vengono offerti dei dolci, tra cui il prelibato "pane de saba" locale, e si beve del buon vino. Ma quello che avviene la vigilia del 17 gennaio non è che la conclusione di una lunga organizzazione che nei giorni precedenti vede impegnati diversi gruppi di persone (le leve o "fedales", gruppi di amici, associazioni), nel trasporto dei tronchi necessari per i falò, dai boschi che circondano Laconi. Il trasporto della legna viene preceduto da una vera e propria festa, generalmente un pranzo organizzato in campagna dove vengono preparati dei piatti tipici, tra i quali non manca il maialetto arrosto, il tutto innaffiato dal buon vino locale. Quando viene trasportato il tronco si raggiunge senz'altro il momento più eccitante, anticamente veniva generalmente caricato sui carri trinati dai buoi, mentre ora si usa caricarlo sopra i moderni trattori, che oltre ai tronchi accoglieranno molte persone urlanti e felici. Una specificità della festa laconese è rappresentata dai motti che si urlano a squarciagola: un gruppo dice "Sant'Antò!" e un altro risponderà "Toidò!", il significato di queste parole misteriose è incerto, però questo mette in evidenza l'allegria e la devozione della gente per il Santo. Altra usanza legata a questa festa è quella di annerirsi la faccia con il carbone, rito legato appunto al fuoco e forse all'inizio del Carnevale, in questa occasione, infatti, fanno la loro prima uscita "Is Corongiaios", la tipica maschera carnevalesca laconese.
• Alla fine del mese di agosto si celebra la grande festa in onore di mw0wSant'Ignazio da Laconi: per alcuni giorni migliaia di pellegrini provenienti da varie parti della Sardegna si danno appuntamento per quella che rappresenta una festa religiosa e non solo. Il Parco Aymerich viene preso d'assalto da gruppi di villeggianti che dopo aver onorato il santo in chiesa o presso la casa che gli diede i natali nel 1701, lo onorano a tavola. All'ingresso del paese nel ponte di Muru decine di arrostitori preparano muggini e anguille arrosto, mentre poco più su vi sono gli arrostitori di carne, con le tradizionali "paradas", una sorta di trattoria volante. Nelle strade del paese si organizza una piccola fiera con le bancarelle che vendono di tutto: dai campanacci per pecore e buoi ai finimenti per cavalli, dagli immancabili torroni di Tonara alla "carapigna" di Aritzo. Dopo le serate con balli e canti, la festa si conclude con una processione a cui partecipano vari gruppi in costume tradizionali e cavalieri che precedono il simulacro del santo che viaggia su un carro trainato da un giogo di buoi.
• Altre feste si celebrano a maggio per San Daniele presso la chiesetta campestre a lui dedicata e per San Giovanni a cui è dedicata la chiesa nei pressi del cimitero.
• Il Carnevale o "Segaripezza" vede protagonisti "Is Corongiaios", la maschera tradizionale di Laconi, riscoperta da alcuni anni dopo un lungo periodo di oblio.

Infrastrutture e trasporti

Il comune è attraversato dalla mw2aferrovia Isili-Sorgono, linea a mw2qscartamento ridotto in uso dal mw2g1997 per esclusivi scopi turistici legati al servizio mw2wTrenino Verde dell'mw3aARST. Tre gli scali presenti nel territorio: si tratta delle stazioni di mw3qLaconi e mw3gFuntanamela e della mw3wfermata di Su Lau, utilizzate prevalentemente in periodo estivo.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 16 aprile 2000 | Ignazio Paolo Pisu | Lista civica | Sindaco | |
| 16 aprile 2000 | 9 maggio 2005 | Ignazio Paolo Pisu | Lista civica | Sindaco | |
| 9 maggio 2005 | 31 maggio 2010 | Fausto Fulghesu | Lista civica | Sindaco | |
| 31 maggio 2010 | 31 maggio 2015 | Ignazio Paolo Pisu | Lista civica "Laconi che cambia" | Sindaco | |
| 31 maggio 2015 | 26 ottobre 2020 | Anna Paola Zaccheddu | Lista civica "Giovine Laconi" | Sindaco | |
| 26 ottobre 2020 | in carica | Salvatore Argiolas | Lista civica "Laconi nel cuore" | Sindaco | |

Gemellaggi

• mw5gVillazzano (TN)
• mw7aBeit Sahour

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw9qmw9gmw9wBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw-ademo.istat.it, mw-qISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mw-qmw-gmw-wClassificazione sismica (mwaqamwaqeXLS), su mwaqirischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-33. mwaqymwaqcmwaqgComune di Laconi (mwaqkmwaqoPDF), su mwaqscomune.laconi.or.it, 8 settembre 2010. mwaqwURL consultato il 4 settembre 2025 mwaq0(archiviato dall'mwaq4url originale il 14 marzo 2016). mwara«Delibera: Che il toponimo ufficiale in lingua sarda del Comune di Láconi è “Láconi”.»
cite-note-44. mwarqWagner, Max Leopold., mwarumwaryDizionario etimologico sardo, Trois, 1989, mwarcOCLCmwarg mwark637032588. mwaroURL consultato il 31 agosto 2019.
cite-note-55. mwar4mwar8mwasaBorghi accoglienti, anche a Laconi la bandiera arancione del Touring Club, su mwaseLinkOristano, 5 febbraio 2024. mwasiURL consultato il 18 giugno 2024.
cite-note-66. mwasymwascmwasgLaconi: cosa vedere, dove dormire, dove mangiare | Touring Club, su mwaskTouring Club Italiano. mwasoURL consultato il 18 giugno 2024.
cite-note-77. Dati tratti da: mwas4mwas8mwatamwatemwatiPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwatmmwatqPDF), su mwatuebiblio.istat.it, mwatyISTAT. mwatcmwatgmwatkmwatoPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwatsesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-88. Maura Picciau, mwauaAmbito spagnolo (?), Gesù Bambino in trono dormiente, in mwaueLa Fragilità e la Forza. Antonello da Messina, Bellini, Carpaccio, Giulio Romano, Boccioni, Manet, 200 capolavori restaurati, XIX edizione di mwauiRestituzioni. mwaumTesori d'arte restaurati, catalogo di mostra, Milano, 2022, pagg. 605 - 613.

Bibliografia

• mwaucManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X. URL consultato il 28 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2022).
• mwaukFrancesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007. URL consultato il 28 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• mwaviLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.